Tessiture Sonore

Tessiture Sonore

Due idee contraddistinguono l’identità dell’associazione

La finalità “all’interno” di Tessiture Sonore APS è la creazione di uno spazio di dialogo tra professionisti con esperienze formative e lavorative differenti; per farlo viene organizzata ogni mese per una serata di incontro, scambio, autoformazione e comunità di pratica tra i soci e altri professionisti del settore.

La finalità “all’esterno” è invece duplice: la realizzazione di progetti efficaci in risposta ai bisogni del territorio, in accordo con altre realtà, gruppi ed enti che si occupano degli ambiti di riferimento (educazione e terapia) e la divulgazione di esperienze e saperi; per farlo la rete si suddivide in gruppi operativi ristretti che definiscono obiettivi e modalità di intervento.

CHI SIAMO

La nostra rete

Tessiture Sonore APS è nata nel 2022 come una rete informale e nel 2024 si è trasformata in Associazione di Promozione Sociale; è un gruppo composto da educatori musicali e musicoterapeuti attivi nel territorio provinciale di Biella e nei comuni limitrofi. 

La musicoterapia e la pedagogia della musica sono pratiche interdisciplinari diverse, che si distinguono spesso per destinatari, contesti e obiettivi, ma al tempo stesso condividono saperi e tecniche.

persone coinvolte
0
progetti realizzati
0
eventi
0
anni di attività
0

I soci

  • Guido Antoniotti, musicoterapeuta e formatore
  • Gabriele Artuso, polistrumentista e docente di educazione musicale
  • Emanuele Bertuolo, musicoterapeuta
  • Nicola Caputo, operatore di MusicArTerapia nella Globalità Dei Linguaggi – Metodo Stefania Guerra Lisi
  • Martina Casale, educatrice
  • Paolo Cerlati, pedagogista musicale e formatore
  • Ted Martin Consoli, fonico
  • Mattia Gamba, docente di educazione musicale
  • Gabriele Greggio, pedagogista e musicoterapeuta
  • Ricardo Andres Martinez Rico, polistrumentista ed educatore musicale
  • Eleonora Morino, musicoterapeuta e formatrice
  • Giulia Nale, psicologa in formazione
  • Giacomo Petrocchi, sassofonista e docente
  • Sonia Rondi, musicoterapeuta in formazione
  • Viden Spassov, contrabbassista e docente
  • Enrico Strobino, pedagogista musicale e formatore
  • Daniele Vineis, compositore, docente di conservatorio e formatore
  • Cristina Zoppo, educatrice musicale e musicoterapeuta

IL NOSTRO APPROCCIO:
musicoterapia

Musicoterapia: “musica” e “terapia”.

Due elementi, uniti in un’unica parola, che possono avere un senso molto ampio. Infatti, “musica” può essere qualsiasi evento sonoro (senza alcuna aprioristica preclusione di generi e stili), nella sua strutturazione musicale, ma anche nelle caratteristiche di un singolo suono (altezza, intensità, timbro, durata, ecc.). E “terapia” non significa solo perseguire la guarigione da una patologia, bensì soprattutto prendersi cura di altri e dei loro bisogni, come ci insegna l’Organizzazione Mondiale della Sanità intendendo la salute non come semplice assenza di malattia bensì come stato di benessere fisico, psichico e sociale. Per questo la musicoterapia può venire utilizzata in molti contesti, non solo strettamente clinici, con vari possibili obiettivi e varie metodologie e tecniche.

La World Federation of Music Therapy definisce la musicoterapia come “l’uso professionale della musica e dei suoi elementi da parte di un musicoterapeuta qualificato con individui, gruppi, famiglie o comunità che cercano di migliorare la loro qualità di vita e la loro condizione fisica, sociale, comunicativa, emotiva, intellettiva e spirituale” (WFMT, 2011).

Nella rete di Tessiture sonore siamo musicoterapeuti professionisti con varie esperienze e con vari percorsi formativi. Proveniamo da scuole di formazione differenti, ma tutte caratterizzate da un approccio musicoterapico che, senza dimenticare l’apporto sempre più importante delle neuroscienze, mette al centro la dimensione espressiva, comunicativa e relazionale.

Un importante musicoterapeuta statunitense (Kenneth Bruscia) metteva bene in rilievo, già alcuni decenni fa, che nel processo musicoterapico le “forze dinamiche di cambiamento” si generano attraverso “le esperienze musicali e le relazioni che si sviluppano loro tramite” (Definire la musicoterapia, 1987). Metteva quindi in rilievo come in musicoterapia siano presenti costantemente e sinergicamente due poli – la musica e la relazione – di cui non si può fare a meno.

Così, anche nelle nostre esperienze di musicoterapia, in vari contesti e con varie persone (dai bambini agli anziani, dai disabili ai pazienti oncologici, dalle famiglie alle persone con problemi psichiatrici…), offriamo non solo una competenza musicale, ma anche l’attenzione all’ascolto e allo sviluppo di relazioni significative e “terapeutiche”.

PEDAGOGIA DELLA MUSICA
per la prima infanzia

“La musica la facciamo dunque insieme ai bambini, nel senso che attraverso loro possiamo capire come si genera: come nasce, come si sviluppa, come acquista significato. Così i bambini, mentre giocano e imparano, possono anche insegnarci cos’è la musica.”

(M.Vitali, Suoni con me. Il dialogo sonoro nella prima infanzia. FrancoAngeli, Milano 2018, p.13)

 

La musica è una pratica sociale che si sviluppa fin dalla vita intrauterina; i bambini sono competenti nel vivere e costruire relazioni con il Sé, l’Altro e il Mondo anche attraverso la dimensione sonora, e di conseguenza l’esperienza musicale ha effetti positivi sullo sviluppo globale. Manipolare oggetti e strumenti, cantare, danzare, ascoltare brani sono condotte che aiutano a sviluppare competenze sensomotorie, cognitive ed affettive, muovendosi tra la dimensione audio tattile e quella simbolica. Tuttavia non è scontato per gli adulti comprendere la musicalità nella prima infanzia. Occorre ripensare alla musica come ad un gioco (Delalande, 2001) che si sviluppa nel contesto familiare (Tafuri, 2007), nel gruppo di pari e attraverso i media (Mazzoli&Deriu, 2013); allora sarà possibile assumere la prospettiva dei bambini, piccoli musicisti, improvvisatori e compositori.

Muovendoci dallo sfondo teorico della pedagogia di promozione dall’interno (Bondioli&Savio, 2018), l’approccio educativo che proponiamo come Tessiture Sonore è di lasciare spazio ai bambini e alle loro invenzioni, di ascoltarli, piuttosto che istruirli a codici musicali definiti dal mondo adulto. L’obiettivo non è creare dei prodigi musicali, ma aiutarli a crescere come esseri umani nel pieno delle loro potenzialità. Non vi è quindi un metodo fisso precostituito, ma una metodologia che parte da studi e ricerche in ambito psicopedagogico e musicologico e si sviluppa nell’incontro educativo.

Cambia dunque il ruolo dell’adulto, che da conduttore diventa regista, colui che prepara il setting adeguato a permettere al bambino di elaborare la propria espressività. Si agisce sulla formazione dei caregiver: piuttosto che le competenze tecniche (formazione musicale approfondita), occorre puntare alla capacità relazionale e progettuale. I genitori e gli educatori hanno una relazione unica con i bambini, e ciò permette loro di immaginare e costruire esperienze e ambienti sonori adeguati alla crescita. In questa direzione si orientano i progetti che proponiamo come Tessiture Sonore APS per scuole, associazioni, enti pubblici e privati.

 

Bibliografia citata

Bondioli A., Savio D. (2018) Educare l’infanzia. Temi chiave per i servizi 0-6. Carocci, Roma.

Delalande F. (2001) La musica è un gioco da bambini. FrancoAngeli, Milano.

Delalande F. (2009) La nascita della musica. Esplorazioni sonore nella prima infanzia. FrancoAngeli, Milano.

Deriu R., Mazzoli F. (2013) Canzoni per Pico. Esperienza di canto al nido e alla scuola dell’infanzia. EDT, Torino.

Tafuri J. (2007) Nascere musicali. Percorsi per educatori e genitori. EDT, Torino.

Vitali M. (2018), Suoni con me. Il dialogo sonoro nella prima infanzia. FrancoAngeli, Milano.

Sei un ente e vuoi proporre uno dei nostri progetti?

Decine di suole, istituzioni, ASL, Comuni e case di cura del territorio biellese (e non solo) usufruiscono già da tempo dei nostri laboratori e progetti di pedagogia musicale rivolti a bambini, ragazzi, adulti e disabili.